Culto della DEA MADRE.

La più antica forma di adorazione. Vista attraverso l'arte primitiva.  

 

La Grande Madre.

 

La Grande Madre è una divinità femminile primordiale, che si concretizza in forme molto diverse in una vasta gamma di culture, civiltà e popolazioni di varie aree del mondo sia nel periodo paleolitico, coinvolgendo quindi le civiltà di cacciatori-raccoglitori, sia nel periodo neolitico, interessando civiltà già centrate sull'agricoltura e l'allevamento animale.

 

In quanto tale, la Grande Madre si incarna non soltanto in figure di dee concrete, con le loro corrispondenti mitologie, ma anche in una vasta gamma di simboli, che coinvolgono sia il mondo animale sia gli oggetti inanimati.

 

Essa esprime dunque l'interminato ciclo di nascita-sviluppo-maturità-declino-morte-rigenerazione che caratterizza sia le vite umane sia i cicli naturali e cosmici.

 

Il femminile risulta quindi un necessario elemento mediatore fra il mondo umano e quello divino.

 Le prime vestigia della divinità femminile per eccellenza, la Dea Madre, appaiono già 25.000 anni fa, in ogni angolo del globo.

 Con il passare dei secoli, ogni civiltà le attribuì nomi diversi, glorificandola come unica fonte di vita dell’intero Universo.

 

Era la triplice Morrigan per i Celti, Isis per gli egiziani, Maka per gli antichi popoli Maya e Atzechi, Kali per gli Indiani, Lilith per gli Ebrei, Ishtar per i Sumeri e i popoli accadici; e la lista potrebbe continuare all’infinito.

 

Con l’avvento del Cristianesimo, i padri della chiesa si sono adoperati (senza peraltro riuscirci appieno) per cancellare traccia della presenza della Dea Madre, quando una società matriarcale risultava scomoda e faceva paura.

 

La storia ci dice che il culto cristiano si è impossessato di tutti i nomi della Dea Madre, dei suoi attributi, le cerimonie, i riti e le festività, i suoi templi e, con il passare del tempo, i suoi archetipi sono stati rimodellati sulla figura di una sola entità femminile, la Vergine Maria.

 

Ma come si è arrivati a questo ?

Siamo ad Efeso nell'anno 431 d.C. Le popolazioni sono soggiogate da Roma, che ha abbracciato con Costantino, la fede cristiana, queste popolazione hanno però conservato le loro credenze e idoli, infatti Artemide è la divinità al femminile adorata dai più, va quindi cambiata.

Non si trova la soluzione , L'imperatore Teodosio II pur non essendo cristiano, stabilisce fra le molte liti dei vescovi che Maria sarà la sostituta di Artemide. Per cui Maria da madre di Cristo , Cristotokos diviene Teotokos MADRE DI DIO.

QUESTO E' QUANTO STATO STABILITO DA UN IMPERARTORE PAGANO E QUESTO E' RIMASTO FINO AD OGGI.

I cristiani , o coloro

che si dicono tali, non si rendono conto, nella loro mancanza di conoscenza di adorare un nuovo idolo creato ad arte.  

 

Durante il Medioevo migliaia di donne innocenti vennero arse vive sui roghi dell’Inquisizione con l’accusa di stregoneria, semplicemente per aver seguito le vie della Dea, o per aver messo a frutto le loro doti di guaritrici e druide.

 

In verità, l’adorazione dell’elemento femminile possiede radici molto antiche.

Neolitico. Templi-uteri megalitici. Templi dedicati al culto della Dea Madre . Malta e cicladi.

Ištar, Silvia, -Isa- o Ishtar era la dea babilónica dell' amore, della belleza, de la vita, della fertilità, e di tutte le forme minori. Associata in particolare alla sfera sessuale o sessualità.

ANCHE QUI, LO SCOPIAZZAMENTO E' EVIDENTENTE - C'E' L'ALBERO, ANTICA SEDE DEGLI DEI, NEL POLITEISMO E SEDE ANCHE DELLO STESSO JAHWE' EBRAICO - Il roveto ardente.JPG

Dalla Dea Madre alla Vergine Maria - un archetipo che accompagna l'umanità.jpg

La FALCE di luna, i serpenti... tutte queste simbologie erano usate nel CULTO e negli IDOLI DI LILITH..gif

 DEA MADRE .

 

QUANDO DIO ERA CONSIDERATO COME AVENTI CARATTERISTICHE PRETTAMENTE FEMMINILI.

 

 

Il  Vero Dio , creatore dell'universo, è talmente alto nella sua sapienza e potenza , che noi non arriveremo mai a poterlo percepire pienamente, un Dio che non è cristiano, non è ebreo, non è mussulmano, buddista o quant'altro, è al di sopra di ogni razza e colore e lingua , eppure vorremmo parlare con lui come fosse il nostro vicino di casa, tanto grande è la nostra stupidità , ignoranza e mancanza di umiltà. Parlando di Dio parliamo di Lui al maschile e femminile, ( come i reperti artistici e la storia dimostrano ), secondo le limitate vedute umane, come se Dio possa essere visto in questo senso, come appartenente al nostro pollaio umano.

 

 

 Mosca  Giancarlo.